Sport in Libreria
Lo sport è stato il motore di una vera e propria invenzione, o ancora meglio di una vera e propria "rivoluzione" di portata storica, epocale: la televisione.
La gente aveva tanta "fame" ad esempio di calcio o di ciclismo, gli sport più popolari, che prima poteva conoscere soltanto attraverso i giornali, e poi anche la radio.
Si trattava comunque dell'epopea dello sport raccontato, le prime immagini di un evento sportivo potevano essere viste soltanto qualche giorno dopo durante i cinegiornali.
Sport in Tv ci propone un viaggio nel tempo partendo dalle origini del fenomeno per arrivare ai giorni nostri, l'era della tv via satellite, dell'HD e del Digitale Terrestre.
Esso viene affrontato scegliendo due punti d'osservazione differenti tra loro all'inizio, ma che si fondono armonicamente tra loro, aggiungendo al racconto un entusiasmo ancora maggiore.
Il primo è quello del ricercatore e del documentatore televisivo cioè Pino Frisoli, il quale è attento e rigoroso nell'evidenziare al meglio le sue scoperte ma anche felice di condividerle con il lettore, quasi come fosse la guida turistica di un museo pieno di opere d'arte.
Il secondo è quello del giornalista sportivo ossia Massimo De Luca, che è stato anche direttore di Rai Sport, con oltre quarant'anni di carriera alle spalle, il quale ha vissuto in prima persona molti passaggi chiave che hanno portato all'evoluzione del fenomeno dello sport in tv, e ci fornisce le sue riflessioni con garbo e gentilezza, quasi si rivolgesse a degli amici.
Essi ci accompagnano in questa avventura spazio temporale mettendo in evidenza come questa storia sia stata allo stesso tempo entusiasmante ma anche difficile, piena di ostacoli e diffidenze.
Si è trattato di un vero e proprio processo di "forward looking" ossia guardava ad un futuro molto lontano e quindi ci è voluta molta pazienza prima che venisse accettato e raggiungesse un successo insperato e strepitoso per certi versi.
In parole povere la comparsa dello sport in tv è iniziata in via sperimentale con molta umiltà come privilegio per pochi, per arrivare a conquistare masse enormi di telespettatori fino ad arrivare a dettare legge.
Sono sicuro che chi leggerà questo libro lo troverà affascinante e piacevole, e lo conserverà quasi gelosamente, per poi riprenderlo in mano tra una decina o una ventina d'anni, magari per controllare quanta strada sarà stata ancora fatta rispetto ad oggi.
Per saperne di più
http://pinofrisoli.blogspot.com/2010/04/sport-in-tv-il-nuovo-libro-di-pino.html
Larry Bird e Magic Johnson sono stati due grandi giocatori di basket e fanno parte della Hall of Fame di questo sport.
Il primo ha giocato nei Boston Celtics, il secondo ha militato nei Los Angeles Lakers.
Negli anni ottanta la sfida tra queste due formazioni valeva il titolo NBA.
Giornali, radio e televisioni continuano tuttora a parlare di loro.
Ma qual è il punto di vista dei protagonisti?
A questa ed a molte altre domande si potrà trovare una risposta in questo libro, che Larry Bird e Magic Johnson hanno deciso di scrivere assieme, per sgombrare il campo da equivoci e falsità.
Una lettura interessante e piacevole che potrà soddisfare sia gli amanti del basket, che gli appassionati di sport normalmente estranei ad esso.
I due autori hanno cercato di comunicare al lettore il loro amore per la loro disciplina, l'importanza dell'umiltà, del sacrificio per migliorarsi e quindi fare meglio dell'avversario, per poterlo sfidare sul parquet e batterlo.
La competizione tra questi due giocatori non è mai andata oltre il campo da basket, in realtà dietro tutto questo a prevalere è sempre stato il rispetto e l'ammirazione per il presunto rivale.
In poche parole essi parlano di quelli che sono i valori dello sport, che oggi si stanno perdendo perchè a farla da padrone sono il dio denaro ed il risultato ad ogni costo.
Essi hanno contribuito a salvare l'NBA, che prima del loro avvento era in crisi economica, ma non si sono limitati a fare questo, anzi hanno posto le basi per farla diventare il più grande palcoscenico della pallacanestro mondiale.
I primi grandi affari a livello di merchandising sono stati fatti grazie a Larry Bird e Magic Johnson.
Oggi si può dire che il basket sono Kobe Bryant, Le Bron James e molti altri, ma senza ombra di dubbio non lo sarebbero mai stati senza i loro illustri predecessori.
Lo sport non è fatto solo di vittorie e sconfitte, di statistiche e albi d'oro, ma anche e soprattutto da uomini e donne che ne hanno scritto la storia con le loro imprese, anche se magari non hanno vinto.
Questo libro vuole restituire dignità a questi personaggi, del quale ci sarebbe forse ancora bisogno in questo periodo dove ormai conta solo il risultato ad ogni costo.
Ritornare al puro sport o ancor meglio allo spirito olimpico del barone De Coubertin dove l'importante non è vincere ma partecipare sarebbe un bagno di umiltà che servirebbe a noi tutti anche nella vita di tutti i giorni.
Nicola Roggero ci guida in questo viaggio spazio temporale alla scoperta di questi personaggi che hanno contribuito a nobilitare le loro discipline: rugby, atletica, calcio, ciclismo, sci, baseball, equitazione, automobilismo.
Egli spiega di non aver messo il tennis perchè in esso l'arbitro in certi casi ammette il proprio errore e cambia la propria decisione, negli sport da lui scelti invece sono gli atleti stessi a mostrare il fair play.
Il quartetto britannico del ciclismo su pista ai Mondiali del 1973 di cui si parla nel libro ad esempio ha scelto di rinunciare alla medaglia d'oro perchè i loro avversari erano caduti.
Quanti al loro posto specie al giorno d'oggi si sarebbero comportati in questa maniera?
Quei ciclisti britannici sono stati autori di un gesto nobile ma anche coraggioso nello stesso tempo, hanno scelto di perdere da gentiluomini piuttosto che vincere da arroganti.
Di questi e di altri personaggi si parla in questo libro, una lettura piacevole e affascinante, che non può mancare nella biblioteca personale di ogni appassionato di sport.
Roggero riesce ad appassionare il lettore ed a guidarlo in questo viaggio, quasi come stesse facendo una conversazione con un amico al bar, anche con una buona dose di ironia, senza mai prendersi troppo sul serio.
Potremo osservare come il vincitore sia stato conquistato dal vinto come lo è stata l'antica Roma dall'antica Grecia, ad esempio vedendo Bjoern Dahlie a Nagano 1998 che ha aspettato il keniano Boit.
"L'importante è perdere" : imparatelo a memoria per custodire il ricordo del puro sport dove oggi invece comandano solo il dio denaro e il risultato a tutti i costi.
Il libro racconta la storia d'amore tra Giulia Occhini chiamata la "Dama Bianca", e Fausto Coppi detto il "Campionissimo".
La vicenda ha diviso in due l'Italia tra favorevoli e contrari a questa relazione.
L'autrice ha ricostruito lo svolgimento dei fatti attraverso l'analisi del carteggio tra i due protagonisti, delle fonti processuali, e le testimonianze di Faustino Coppi, il figlio di Giulia e Fausto, e di Maurizio Locatelli, figlio di Giulia e di suo marito, il dottor Enrico Locatelli.
A che scopo viene compiuto quello che è un vero e proprio viaggio spazio temporale nella storia del costume italiano, in questo caso ai tempi del boom economico, ossia negli anni 50 del '900?
La restituzione della dignità ai protagonisti di questa vicenda, ricordando che siamo tutti esseri umani, quindi possiamo decidere liberamente cosa fare della nostra vita.
Chiunque ha il diritto di amare ed essere amato, nessuno ha il diritto di giudicare se le scelte delle persone siano giuste o sbagliate.
Prima del campione viene l'uomo, anche con le sue fragilità e le sue debolezze, probabilmente è stato questo ad unire ancor di più i due protagonisti.
Un libro nel complesso molto bello e interessante per poter conoscere meglio questa vicenda, analizzando lo svolgimento dei fatti.
Questo libro compie un viaggio spazio temporale attraverso tre binari tra loro intrecciati: storia, sport e politica.
Siamo a Roma nel 1960, quindici anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, nel pieno della "Dolce Vita" e del boom economico.
I partecipanti ai Giochi Olimpici almeno sulla carta sono atleti dilettanti, ma iniziano a farsi strada i soldi e le lusinghe degli sponsor e del professionismo.
Compare inoltre in tutta la sua drammaticità il problema del doping, ossia il tentativo di migliorare le prestazioni sportive dell'atleta mediante l'uso di farmaci e sostanze proibite.
Il mondo è diviso in due blocchi contrapposti: l'Occidente capitalista e la parte orientale comunista, con la lotta tra Usa e Urss per la supremazia mondiale.
Le due superpotenze svolgono attività di spionaggio con strani personaggi anche durante le Olimpiadi, qualsiasi risultato sportivo è foriero di possibili risvolti per la propaganda politica.
L'autore riesce perfettamente a entrare nel clima di quei giorni mescolando diversi stili narrativi, tra cui quello dello storico, quello del romanziere e quello del giornalista.
Lo fa utilizzando una pluralità di voci e personaggi, in modo da poter capire meglio la situazione attraverso punti di vista diversi: atleti, allenatori, giornalisti di varie nazionalità, il presidente del CIO dell'epoca Avery Brundage.
La lettura di questo libro è consigliata per tornare indietro nel tempo a questo grande spettacolo sportivo che è stata questa diciassettesima Olimpiade, ancora ricordata per risultati sportivi di tutto rispetto.
Il libro edito da Cinque Marzo edizioni, racconta le storie di tutti i calciatori e allenatori argentini che sono stati alla Sampdoria dal 1946 ad oggi. A scrivere la prefazione è stato Massimo Raffaeli, critico letterario che ha curato nella sua carriera anche edizioni di Gianni Brera, Mario Soldati e Giovanni Arpino.
Alcuni stralci della prefazione di Massimo Raffaeli:
“Alberto Facchinetti ricostruisce oggi le diciotto biografie dei Doriani d’Argentina, tra calciatori e tecnici, con puntualità filologica e chiarezza espositiva. Se l’almanacco del calcio con i relativi tabellini statistici è un suo appoggio costante e persino obbligato, Facchinetti decodifica il cifrario e lo ordisce in prospettiva: non gli interessa la storia trionfale della Samp (che non ebbe peraltro argentini nello squadrone del ’90-’91) ma gli preme semmai di raccontare, scandita per frammenti o per tessere mosaiche, una vicenda malnota e certamente più segreta”.
“Cos’è allora, sulla pagina di Facchinetti, che ne rende avvincente, o alla lettera intrigante, il repertorio? Non un rigurgito di nostalgia, come pure si potrebbe ipotizzare, e nemmeno uno slancio di filologia sentimentale. C’è forse qualcos’altro e di più arduo da individuare che non è tanto l’abitudine alla sconfitta quanto, si potrebbe azzardare, la metafisica della sconfitta anche nella vittoria”.
Indice del libro:
Juan Francisco Calichio, Carlos Bello 11
Josè Osvaldo Curti 17
Juan Carlos Lorenzo 21
Mario Sabatella 28
Humberto Jorge Rosa 31
Ernesto Bernardo Cucchiaroni 36
Francisco Ramón Lojacono 41
Luis César Vicente Carniglia López 46
Dante Mircoli 49
Juan Sebastian Verón 53
César Luis Menotti 58
Ángel Alejandro Morales 64
Fernando Daniel Gastón Córdoba 68
Ariel Arnaldo Ortega 71
Hugo Armando Campagnaro 76
Jonathan Pablo Bottinelli 81
Fernando Damián Tissone 85
Conclusioni 88
Bibliografia 96
Biografia autore:
Alberto Facchinetti è nato a Dolo (Ve) il 29 ottobre del 1982. Laureato in lettere presso l’Università di Padova con una tesi sul giornalismo sportivo incentrato sulla transazione tra televisione e carta stampata e sulla figura di Gianni Brera, è giornalista pubblicista e collabora con il trimestrale Linea Bianca e con il portale Rootshigway.it
Doriani d’Argentina è il suo primo libro edito.
Per saperne di più:
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

La lettura avvicina il cuore alla mente, specie quando riesce a “trasmettere” emozioni che ci fanno trattenere il fiato… come quando ascoltiamo le partite alla radio. Radiocronista, ma non solo. In diretta dai campi di Serie A e di Serie B, dagli stadi mondiali del Sud Africa o da quelli delle coppe europee, in collegamento dal Giro d’Italia o dal Tour de France su Radio Uno Rai, Giovanni Scaramuzzino - una delle voci di "Tutto il calcio minuto per minuto" - ha pubblicato un romanzo sportivo edito dalla Sei Editrice di Torino (http://www.seieditrice.com/ - tel. 011-52271, distribuzione Promedi, tel. 051-344.375) che si intitola: "Come quando ascoltiamo le partite alla radio. Storie di sport minuto per minuto", pp. 210, Euro 12. Decine di storie si intrecciano con i protagonisti che ruotano attorno al mondo dello sport attuale con richiami al passato in un raccordo armonicamente legato all’ascolto di una partita o di un avvenimento sportivo trasmesso alla radio. Nell'epoca in cui nello sport dominano i diritti, a cominciare da quelli televisivi, non è male che qualcuno si occupi anche dei doveri. Da un Gran Gala sportivo di fine anno nascono le pagine di quest’opera legate ai personaggi delle varie discipline che si raccontano in maniera del tutto particolare.Che cos’è, o meglio, chi è un calciatore senza più un numero sulla schiena, costretto suo malgrado a diventare un ex? A chi e, magari, a cosa pensa invece un ciclista inesorabilmente staccato in salita nel giorno in cui tutti lo davano per favorito? E cosa guarda un arbitro di basket durante un time-out, a pochi secondi dalla fine di una gara tiratissima, punto a punto? E poi lo schermitore, la tennista, il tifoso, il campione idolatrato, il semplice appassionato… A metà strada tra “Radio Days” di Woody Allen e le radiocronache del Terzo Millennio. I piccoli particolari all’apparenza secondari (una sciarpa a lungo riposta in un cassetto, un panino al prosciutto avvolto nella carta stagnola, un pallone Super-Tele dalle traiettorie imprevedibili) costituiscono le colonne portanti delle singole vicende costrette, più o meno casualmente, a confrontarsi tra loro. Dopo il libro del 2005 “Fino all’ultimo chilometro. Il Giro d’Italia da una motocicletta” edito dalla Geo e dedicato al grande ciclismo, ecco ora un’opera che racconta lo sport e i suoi personaggi con modalità particolarissime e stilisticamente personali. C’è tempo per sorridere e commuoversi, per guardare con speranza al futuro con le frequenze di una cronaca alla radio che compone, tutt’altro che inaspettatamente, note soavi insieme alle canzoni di Rino Gaetano. Sperando che per una volta il cielo sia davvero sempre più blu.